Una sala piena di passione
Sabato 13 giugno ho avuto il piacere di partecipare come relatore a una conferenza che ha visto una presenza importante e qualificata: oltre 80 colleghi hanno scelto di dedicare il proprio sabato mattina all’aggiornamento professionale, nonostante una splendida giornata di sole e l’imminenza delle vacanze estive. Un segnale che testimonia quanto la voglia di crescere, confrontarsi e investire nella professione sia ancora forte e concreta.
Un tavolo di valore
È stato un privilegio condividere il tavolo dei relatori con professionisti di grande valore come il Prof. Damiano Frigerio dell’Università di Zurigo e Roberto Iafrate. Pur affrontando temi diversi, è emerso con chiarezza un messaggio comune: il futuro dell’odontotecnica si costruisce partendo dalle sue fondamenta.
Il messaggio condiviso
Abbiamo ribadito la necessità di sostenere progetti che valorizzino la nostra professione, di recuperare e approfondire lo studio manuale del dente come strumento indispensabile di comprensione della morfologia e della funzione, e soprattutto di non perdere mai ciò che rende speciale il nostro lavoro: la passione.
Un momento storico straordinario
Viviamo un momento storico straordinario. Il digitale, il CAD-CAM, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando profondamente il nostro settore. Tuttavia, nessuna innovazione potrà mai sostituire la conoscenza, la sensibilità tecnica, la capacità di osservazione e la cultura professionale che ogni odontotecnico costruisce con anni di studio ed esperienza.
La tecnologia può accelerare i processi, ma è la preparazione a dare significato ai risultati.
Perché eventi come Torino sono fondamentali
Per questo credo che eventi come quello di Torino siano fondamentali: non solo occasioni di aggiornamento, ma momenti di crescita collettiva, di confronto tra generazioni e di condivisione di una visione comune per il futuro della professione.
Un sincero ringraziamento
Un sincero ringraziamento agli organizzatori, ai colleghi relatori e a tutti i partecipanti. La vostra presenza dimostra che l’odontotecnica ha ancora molto da dire e, soprattutto, molto da costruire.
Avanti con competenza, passione e orgoglio professionale.
Le diapositive
Diapositiva 1 — I ringraziamenti
Grazie agli organizzatori Ds. Dental, Newell Pharma-Candulor e Ds-Dental.IT e ai colleghi Damiano Frigerio e Roberto Iafrate per il loro entusiasmo e la loro competenza.
Diapositiva 2 — Grazie Torino
Grazie a Torino e ai colleghi odontotecnici che hanno partecipato numerosi all’evento.
Diapositiva 3 — Arte, Artigianato e Design
Nel mio intervento ho proposto una riflessione sul rapporto tra Arte, Artigianato e Design, tre concetti spesso confusi ma profondamente diversi, che convivono quotidianamente nel lavoro dell’odontotecnico.
Arte
L’arte nasce dall’espressione personale, dalla sensibilità e dalla capacità di interpretare la realtà. In odontotecnica si manifesta nella ricerca dell’armonia, delle forme e dell’estetica individuale.
Artigianato
L’artigianato è conoscenza che passa attraverso le mani. È tecnica, esperienza, precisione e capacità di trasformare un progetto in un manufatto concreto. Senza cultura artigianale non esiste eccellenza professionale.
Design
Il design non è solo estetica. È progettazione, metodo, funzione e capacità di risolvere problemi. Ogni restauro protesico nasce prima come progetto e solo dopo diventa realizzazione.
Diapositiva 4 — Anekron
Lux formam revelat, tempus custodit
Questa scultura non nasce per essere soltanto osservata, ma per creare una relazione silenziosa con chi la incontra. È il risultato di un lungo processo manuale fatto di ascolto, tempo e trasformazione. Ogni superficie conserva il passaggio del gesto, ogni dettaglio emerge da una ricerca lenta e consapevole, dove nulla è affidato al caso.
La luce modella continuamente la sua presenza, attraversando le forme e rivelando tensioni, vuoti ed equilibri interiori. La materia trattiene il tempo, ne custodisce le tracce e restituisce un’identità sospesa tra memoria e mutamento.
Anekron rappresenta una riflessione sulla permanenza emotiva delle cose: ciò che cambia nella forma, ma continua a vivere nella sua essenza.
Diapositiva 5 — Il punto di incontro
Faccette in zirconia e ceramica stratificata
“L’odontotecnico moderno opera proprio all’incrocio tra queste tre dimensioni: la sensibilità dell’artista, la competenza dell’artigiano e il metodo del designer.”
Diapositiva 6 — Tecnologia e competenze
Analisi della “efficienza della curvatura cervico-incisale”
“Il digitale rappresenta una straordinaria opportunità, ma nessun software può sostituire la conoscenza della morfologia dentale, della funzione e dei principi che guidano la progettazione.”
Diapositiva 7 — Studio del dente
Studiare il dente nella sua posizione naturale
“Studiare il dente e i suoi rapporti nella posizione naturale sull’arco significa imparare a vedere. Significa comprendere forme, volumi, proporzioni e dettagli che nessuna libreria digitale può insegnare da sola.”
Diapositiva 8 — Caso clinico · Dott. Alberto Libero
Disilicato / Micro-stratificazione
La posizione in arco garantisce la corretta “scorrevolezza della luce sui restauri” evitando eccessivi contrasti di chiaro-scuro.
“Il futuro appartiene a chi saprà integrare innovazione tecnologica, cultura professionale e passione per il proprio lavoro. Non scegliamo tra tradizione e innovazione: facciamole dialogare.”
Diapositiva 9 — Caso clinico · Dott.ssa Rosalia Rappa
“L’artista immagina, il designer progetta, l’artigiano realizza. L’odontotecnico d’eccellenza deve saper fare tutte e tre le cose.“
Diapositiva 10 — Caso clinico · Dott.ssa Rosalia Rappa
Restauro completo delle arcate — Zirconia / Ceramica / Ceramica micro-stratificata
“La sfida dell’odontotecnico contemporaneo è trasformare la conoscenza in progetto, il progetto in manufatto e il manufatto in valore per il paziente.”
Diapositiva 11 — Caso clinico · Dott. Paolo Giannetti
Restauro 13-23 — Zirconia / Ceramica / Ceramica micro-stratificata
“Prima di modellare un dente bisogna imparare a guardarlo. Il disegno trasforma l’osservazione in conoscenza e la conoscenza in qualità.”
Diapositiva 12 — Disegno e scultura come strumenti di conoscenza
“Ogni opera nasce due volte: prima nella mente e poi nella materia.”
Il bozzetto grafico non è una semplice rappresentazione dell’idea, ma il momento in cui l’occhio analizza, seleziona e comprende forme, volumi, proporzioni e rapporti spaziali. La scultura in argilla rappresenta la traduzione tridimensionale di questo processo.
Disegnare significa imparare a vedere. Modellare significa verificare ciò che si è compreso. Tra il foglio e l’argilla si sviluppa quel percorso cognitivo che trasforma l’osservazione in conoscenza e la conoscenza in progetto.
Anche in odontotecnica i restauri più credibili non nascono dall’improvvisazione, ma dalla capacità di osservare, analizzare e progettare. Il disegno rimane uno degli strumenti più efficaci per educare la percezione visiva e sviluppare una reale comprensione della forma.
Diapositiva 13 — Poliarkos
Questa forma non nasce per raccontare ciò che è concluso, ma ciò che continua a nascere.
È dedicata a chi vive nel movimento dell’idea, a chi vede possibilità dove altri vedono confini, a chi apre strade prima ancora di sapere dove portano.
Dentro questa materia convivono più direzioni, come nel tuo pensiero: alcune si incontrano, altre si sfiorano, altre restano in attesa. Non è mancanza di compimento, ma abbondanza di inizi.
La luce che la attraversa non cerca un centro, perché il centro non è mai fermo. Cambia, si sposta, ritorna. Come i progetti che abitano la tua mente.
Questa scultura non chiede di essere finita. Chiede di essere accompagnata.
Ogni volta che la luce muta, la forma ricomincia. Che possa ricordarti che la vera forza non è solo nel portare a termine, ma nel generare, nel tenere aperto, nel non smettere di immaginare.
